La morte di Wislawa Szymborska, poetessa polacca da Nobel

con un ricordo di Walter Tobagi

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E’ morta a Cracovia, dopo lunga malattia, la poetessa polacca e filologa Wislawa Szymborska, Premio Nobel 1996.  Aveva 88 anni.

Come mi batte forte il tuo cuore è l’ultimo vers o della poesia Ogni caso (Wszelki wypadek) ed il primo elemento del libro di Benedetta Tobagi, distinto di senso e graficamente dal secondo elemento Storia di mio padre.

E’ la storia della ricerca di un padre ucciso e dell’ambiente e del periodo storico in cui l’assassinio maturò e fu eseguito. I due elementi del titolo si fondono, formano l’unità del libro e ne illuminano il contenuto.

Il libro parlerà del cuore di un padre che batte nel cuore e nell’anima di una figlia a cui il padre gli è stato strappato. Che del padre ha l’evanescente onirico ricordo del vuoto di un corpo nel letto e di un capo sul cuscino, che svaniscono. Un libro che parlerà della dolorosa ricerca e del cuore di un padre ritrovato. Il padre è Walter Tobagi.

4. BENEDETTA TOBAGI_COME MI BATTE FORTE IL TUO CUORE.pdf

 

 

 

 

Wszelki wypadek

Ogni caso

Zdarzyć się moglo.

Zdarzyć się musal.

Zdarzyć Zdarzyć się wcześniej. Pόźniej

Bliżej. Dalej.

Zdarzylo się nie tobie.

 

Ocalaleś, bo byleś pierwszy.

Ocalaleś, bo byleś ostastni.

Bo sam. Bo ludzie.

Bo w lewo. Bo w prawo.

Bo padal deszecz. Bo padal cień.

Bo panowala sloneczna pogoda.

 

Na seczęście byl tam las.

Na szczęście nie bylo drzew.

Na sezczęście szyma, hak, belka, hamulec,

framuga, zakręt, milimetr, sekunda.

Na szcęście brzytwa plywala po wodzie.

 

Wskutek, ponieważ, a jednak, pomimo.

Co by bylo, gdyby ręka, noga,

a krok, o wtos

od zbiegu okoliczności

 

Więc jesteś? Prosto z uchylonej jeszcze  chwili?

Sieć byta jednooka, a ty przez to oko?

Nie umiem się nadziwić, namilczeć się temu.

Postuchaj,

jak mi prędko bije twoje serce.

Poteva accadere.

Doveva accadere.

E’ accaduto prima. Dopo.

Più vicino. Più lontano.

E’ accaduto non a te.

 

Ti sei salvato perché eri il primo.

Ti sei salvato perché eri l’ultimo.

Perché da solo. Perché la gente.

Perché a sinistra. Perché a destra.

Perché la pioggia. Perché un’ombra.

Perché splendeva il sole.

 

Per fortuna là c’era un bosco.

Per fortuna non c’erano alberi.

Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,

un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.

Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.

 

In seguito a, poiché, eppure, malgrado.

Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,

a un passo, a un pelo

di una coincidenza.

 

Dunque ci sei? Diritto dall’attimo ancora socchiuso?

La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì?

Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.

Ascolta

Come mi batte forte il tuo cuore